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Francesca Pontani . Comunicazione Digital

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Il potere dei testi (e microtesti) nell’architettura dell’informazione

Quando progettiamo un sito web, non costruiamo solo una struttura tecnica:

stiamo disegnando un percorso emotivo e cognitivo.

Ogni utente che atterra su una pagina ha bisogni, aspettative, soglie di attenzione diverse.

E ciò che incontra, fin dalle prime parole, può accogliere o respingere.

Può attivare fiducia o frustrazione. Può guidare… oppure confondere.

 

Ecco perché i testi – e soprattutto i microtesti – sono fondamentali.

Testi che parlano (e ascoltano)

Nel design dell’esperienza utente (UX), le parole sono vere e proprie interfacce emotive.

Non servono solo a informare:

  • orientano il comportamento,
  • creano relazioni,
  • attivano emozioni che spingono l’utente a proseguire… o ad abbandonare.

 

Un titolo chiaro, una call to action ben scritta, un menu parlante, un messaggio d’errore umano e gentile:

sono dettagli solo in apparenza.

In realtà, sono snodi sensibili dell’architettura dell’informazione, che influenzano l’intera esperienza.

Anche una parola minuscola può orientare un’esperienza.
Nel silenzio dei microtesti, si nasconde la voce dell’accoglienza.

Francesca Pontani

Microtesti, macroeffetti

I microtesti – come le etichette dei pulsanti, i tooltip, le notifiche, le istruzioni, i messaggi di conferma – sono spesso trascurati.

Ma sono proprio loro a ridurre l’attrito, a guidare l’azione, a rendere intuitivo un passaggio.

 

Quando ben scritti, questi piccoli testi diventano segnali di cura:

dimostrano che chi ha progettato il sito si è messo nei panni di chi lo userà.

Ed è qui che avviene la magia:

quando parole e design si allineano, l’utente si sente accolto, capito, guidato.

Le parole, come gli occhiali da vista, hanno una funzione, un ruolo, servono cioè a fare qualcosa.

Le parole ci guidano, aiutando ad orientarci, a compiere una scelta, a direzionare la prospettiva, plasmando le nostre azioni e quindi il mondo intorno a noi.

Parole, parole, parole

 

Sebbene la civiltà in cui viviamo sia stata spesso definita come una società fondata sull’immagine, in realtà il mondo che ci circonda non è stato tanto caratterizzato dalle parole quanto oggi.

Siti web, dispositivi digitali, la tecnologia che usiamo ogni giorno è fondata sull’utilizzo della parola in ogni sua forma, scritta, parlata, ascoltata.

Nonostante non ce ne accorgiamo le parole sono ovunque e, sia nell’ambiente fisico che digitale, influiscono in modo più che determinante sulle nostre emozioni e, di conseguenza, sui nostri comportamenti.

 

Scrivere per le persone nel mondo digitale, all’interno di un processo di progettazione dell’esperienza utente, necessita la creazione di un linguaggio fondato sulla connessione tra i bisogni, le motivazioni e le emozioni umane, al fine di condurre gli utenti verso conversazioni fruttuose.

E’ un processo che richiede di scrivere parole in grado di avvicinarsi alle persone, tenendo conto dei modelli mentali presenti in ogni individuo, diversi a seconda delle esperienze di vita vissute, parole che sappiano creare dialogo, empatia.

Parole capaci di creare conversazione, parlare la lingua delle persone in modo naturale.

Lo scrittore Andrea Camilleri una volta disse:«le parole sono come pietre, possono essere pallottole». Le parole possono ferire, disorientare, allontanare o al contrario, unire, rassicurare, orientare.

 

Progettare parole conferendo ad esse il giusto peso e il valore che possiedono da sempre, permette di creare un’esperienza utente migliore, capace di apportare significato alle persone, in quanto in grado di rispondere ai bisogni e alle emozioni umane poiché progettate su di esse.

 

L’importanza della progettazione di parole in grado di apportare valore alle persone in quanto create per essere umane.

SCRIVERE PER FAR SENTIRE

Nel mio lavoro di progettazione siti web e copywriting, parto sempre da questa domanda:

Come si sentirà l’utente in questo punto del percorso?

 

Perché l’architettura dell’informazione non è solo organizzare contenuti.

È creare una mappa relazionale tra utente e brand, tra navigazione e emozione.

 

Vuoi un sito che parli davvero alle persone?

Che unisca strategia, chiarezza e una voce autentica?

 

Scrivimi.

Costruiamo insieme un’esperienza digitale che abbia radici nella tua storia…

e parole capaci di accompagnare ogni passo del tuo utente.

 

La mia vision aziendale si chiama

Anima Digitale Selvatica [e presto te ne parlerò],

e sì,

credo che anche le parole abbiano una forma naturale

da cercare

e

far fiorire.

Se vuoi far fiorire online il tuo progetto.

Comunicazione digitale autentica per progetti che fioriscono online. Creo siti web e identità di brand con le radici nella comunicazione emozionale per promuovere una storytelling virtuosa, accorciare le distanze e creare connessioni vere.

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